giovedì 25 giugno 2009

UN VIAGGIO IN INDIA

Un viaggio in India non è un solo viaggio, ma un’esperienza di vita.

Abbiamo già parlato di galoppate indiane per vedere più templi indù possibili, soprattutto nell’India meridionale, oltre ad esperienze di persone che, a fine corsa, non ne potevano più di arte religiosa indù. Superficialmente è vero che i templi indù possono essere ripetitivi. Se non è un tempio dedicato a Shiva è un tempio dedicato a Vishnu oppure ad uno dei suoi avatara (manifestazioni), oppure, ma meno frequente, a Kali o rarissimamente a Brahma. Non è molto dissimile alle chiese dedicate ai santi, se non è San Pietro e San Paolo la Madonna in tutte le sue manifestazioni. Ma certamente non si può dire che le chiese siano tutte uguali. Il fatto è che non si possono vedere cento templi o cento chiese in solo dieci giorni. Cioè, si possono vedere ma alla fine si rigurgita tutto, come una specie di indigestione.
La formazione del tempio indù è di grande interesse, così come la sua iconografia. Il concetto orientale è talmente lontano dalla nostra mentalità che fatichiamo a ricordare i nomi e gli attributi connessi a quella specifica divinità e soprattutto alle molteplici manifestazioni e ai ruoli che rivestono. Direi comunque che è l’insieme dell’arte e del pensiero indù, imprescindibile, che rende un viaggio in India indimenticabile.
Nel sud dell’India, è soprattutto la folla che rende la visita ai templi un’esperienza vivente e pulsante. Ne abbiamo già parlato. L’anno scorso, nel mese di marzo 2008, abbiamo fatto un fantastico viaggio chiamato “Arte del Tempio” attraverso l’India centro-settentrionale durante una importante festa indù. In primavera si celebra Holi. La festa coincide con la luna piena del mese di febbraio-marzo. È appunto celebrata con la holi, una mistura di acqua, calce e altro che i fedeli si spruzzano reciprocamente (ora hanno metodi più moderni). Oggi è connessa con la venerazione soprattutto di Krishna (manifestazione di Vishnu). È stato molto divertente esserci, anche se i ragazzini, come sempre, esagerano, e più volte siamo stati colpiti dalla mistura. Una compagna di viaggio è stata spruzzata sui capelli con un colore blu-verde. Il colore non è indelebile, fortunatamente, e si toglie gradualmente lavandosi i capelli. Devo dire che stava assai bene: era un po’ sbarazzina.
Trovarsi in India durante una festa rende la visita ancora più interessante e piacevole. L’Induismo è caratterizzato da un grande eclettismo. Affascina non perché vuole convincerti che sia la “verità” (per i Cristiani l’Indusimo è pura idolatria), ma perché suscita la voglia di un approfondimento, per capire la loro mentalità, il loro modo di essere e soprattutto per trovare un punto d’incontro. Un viaggio in India ti aiuta ad aprire gli orizzonti. Anche se vuoi solo fare una bella vacanza spensierata, prima o poi sei costretto a riflettere. L’impulso è troppo forte.
Fede, filosofia, credo, religione: che cos’è l’induismo? Lasciamo ai nostri esperti rispondere. Il viaggio “Arte del Tempio” dall’Orissa a Maharasthra è stato una galoppata attraverso un vasto territorio dell’India centro-settentrionale: in treno, in aereo, percorrendo strade indiane, con tutti i ritardi e gli inconvenienti possibili. Ma questi disagi non appesantiscono, al contrario arricchiscono un viaggio in India. In questo modo si riesce a capire, almeno in parte, quello che gli indiani devono sopportare quando viaggiano, come reagiscono in certe situazioni, la loro personale filosofia e visione della vita. Diventa inevitabile fare un confronto con noi stessi. Un viaggio in India non può essere spensierato. Al contrario, è un viaggio dentro noi stessi, per scoprire ciò che siamo veramente. Non parlo di credo, naturalmente, ma di “animo”, la forza d’animo (o resilienza) è ciò che siamo realmente nel profondo; il modo in cui reagiamo alla “realtà indiana” (o è meglio chiamarla “irrealtà”) ci rivela i nostri intimi segreti e i pensieri reconditi.
L’alba in India è il momento più magico. È il momento di fare riflessioni sulla propria esistenza. Il famoso poeta Tagore scrisse (cito parzialmente):
Ogni Alba porta un nuovo giorno,
lavando con la luce della speranza
le macchie e la polvere dello spirito
vuoto di ogni giorno passato.
Vuoi celare te stesso!
Il cuore non ubbidisce,
diffonde luce dagli occhi.
Nella vita non c’è speranza
di evitare il dolore:
che tu possa trovare nell’animo
la forza per sopportarlo.

Sì, è proprio vero. Alla prossima!

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