venerdì 16 maggio 2008

TERREMOTO IN SICHUAN

Molti di noi sono stati nella provincia cinese del Sichuan. Il terribile terremoto che ha colpito questa provincia aveva il suo epicentro a Yingxiu, nel distretto di Wenchuan (100 km circa da Chengdu). A circa 65 km a nord-ovest di Chengdu iniziano le montagne e la strada comincia ad inerpicarsi lungo l’impetuoso fiume Min. Probabilmente coloro che hanno fatto il viaggio “Ningxia, Gansu, Gannan e Sichuan” ricordano le bellissime praterie del Sichuan.
Dalle praterie si arriva a Songpan, da dove si fa l’escursione al parco di Huanglong, quella splendida vallata dalle acque sempre purissime di un torrente montano che forma dei bacini lungo il suo percorso, dove l’acqua è turchese. Scendendo da Songpan a Chengdu si passa per Wenchuan. Scendendo da Wenchuan a Dujiangyan (un tempo Guanxian), famosa per la rete d’irrigazione alimentata dal fiume Min (un’opera antica e straordinaria), la strada si restringe nella valle. Da entrambi i lati ci sono montagne alte. Mi ricordo che, durante un viaggio, improvvisamente dei pezzi di roccia sono caduti praticamente davanti al nostro pullman. Davanti a noi, o in senso inverso, non mi ricordo, c’era un pullman di cinesi e con loro abbiamo dovuto liberare la strada dai piccoli massi, per poter proseguire il nostro cammino, nel nostro caso verso Chengdu. E’ un territorio molto instabile piagato dalle frane. Figuriamoci con un terremoto così devastante.
Ho visto le foto della strada. Impressionante! Tutti i blocchi di cemento che formavano il manto stradale si sono aperti e accartocciati.
Un altro viaggio che abbiamo fatto abbastanza recentemente nel Sichuan è stato “Kham e Amdo”. Siamo partiti da Chengdu e, sempre prendendo la strada verso Wenchuan, abbiamo lasciato la strada principale per prendere una stretta strada secondaria proprio a Yingxiu. La strada percorre la valle in una gola stretta con il fiume sotto per arrivare alla riserva dei panda di Wolong. Stavo leggendo sulle notizie in internet della BBC che Wolong, non lontano dall’epicentro, è ancora isolata dal resto della Cina e sembra che la strada sia impraticabile. Ci sono stati innumerevoli frane con massi caduti grandi come case. Credo che i panda stiano bene perché sono in semi-libertà. Certo di fronte alla perdita umana parlare di panda è forse fuori luogo, ma purtroppo il loro numero sta diminuendo. Sappiamo che il panda è l’abitante per eccellenza del Sichuan, e questa riserva si è dedicata, credo dal 1975, alla protezione del panda gigante, quello con gli occhioni bordati di nero.
Quando uno ha viaggiato più volte in posti dove succede poi un cataclisma di queste proporzioni pensa alle persone che ha incontrato, ai ristoratori, agli abitanti dei villaggi che abbiamo attraversato col pullman. Viene automatico domandarsi: sono stati colpiti, hanno persi familiari, sono morti? Davanti ad una forza naturale di questo genere c’è poco da fare. Ma pensare a coloro che sono stati colpiti e sepolti fa venire i brividi.

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